Scendendo attraverso una scala nella seconda campata destra della Cattedrale, si accede a un suggestivo percorso sotterraneo. Qui, sotto il pavimento marmoreo, un’area archeologica riportata alla luce tra il 1965 e il 1973 custodisce i resti di Santa Reparata, l’antica basilica paleocristiana che fu il primo duomo di Firenze.
L’esperienza è quella di un viaggio nel tempo lungo otto secoli, dalla fondazione della basilica all’inizio del V secolo fino al 1379, anno della sua definitiva demolizione. Un lungo ciclo storico che culminò quando, a partire dal 1296, la nuova e gigantesca cattedrale di Santa Maria del Fiore le sorse letteralmente intorno — iniziando dalla facciata — fino a inglobarla del tutto, come in un gioco di scatole cinesi.
La dedicazione della chiesa a Santa Reparata, vergine e martire del III secolo originaria di Cesarea di Palestina, è legata alla tradizione che la vuole scelta dal vescovo fiorentino e futuro compatrono San Zanobi. Secondo il racconto, nel 406 d.C. il santo invocò la sua protezione affinché intercedesse in difesa di Firenze durante l’assedio delle orde barbariche guidate da Radagaiso. Da allora il nome di Santa Reparata è rimasto indissolubilmente legato alle origini cristiane della città.
La basilica originaria sorse su un’area già urbanizzata fin dal I secolo a.C. e rappresentava uno degli edifici di culto più importanti della Firenze tardoantica. Lunga circa 50 metri e larga 25, era orientata lungo l’asse ovest-est e suddivisa in tre navate da due file di quattordici colonne, culminando in un’abside semicircolare. Nel percorso archeologico ipogeo è ancora possibile ammirare il magnifico pavimento musivo, realizzato da maestranze nordafricane: un raffinato mosaico decorato con motivi geometrici, dominato dalla figura di un grande pavone, simbolo cristiano di eternità e resurrezione, e accompagnato da un’epigrafe che ricorda i quattordici benefattori che ne finanziarono la realizzazione.
Il percorso sotterraneo racconta anche le profonde trasformazioni che interessarono la basilica nel corso del Medioevo. Durante la rinascita carolingia, nel IX secolo, gli antichi pavimenti furono sostituiti dal cotto, le colonne lasciarono il posto a robusti pilastri e vennero costruite due torri campanarie. Con la nascita della Firenze comunale, l’area dell’altare fu rialzata e sovrapposta a una cripta, secondo la tradizione delle grandi basiliche romaniche. Un’evoluzione architettonica che testimonia la continua stratificazione della città e la sua capacità di rinnovarsi senza perdere il legame con il proprio passato.
L’itinerario è arricchito da una preziosa raccolta di lapidi funerarie appartenenti ad alcuni dei più importanti protagonisti della Firenze trecentesca, sia laici che religiosi. Al centro spicca la lastra tombale di Giovanni de’ Medici, morto nel 1352, accanto alla quale sono esposte in una teca la sua spada e i suoi speroni dorati. La collezione comprende anche reperti di straordinario valore storico, come fibule, calici longobardi e i pallii di lana appartenuti a due pontefici dell’XI secolo, anch’essi sepolti nella basilica.
L’area presbiteriale conserva ancora significative testimonianze della decorazione pittorica originaria. Tra i lacerti di affreschi databili tra il XII e il XIV secolo emerge un intenso Cristo in pietà tra la Madonna e San Giovanni, realizzato intorno al 1366 e collocato nell’abside minore destra. Un’opera che racconta la ricchezza artistica e la profonda vitalità liturgica di Santa Reparata prima delle trasformazioni che interessarono l’edificio nel corso dei secoli.
Il percorso culmina davanti alla tomba di Filippo Brunelleschi, il visionario architetto della Cupola di Santa Maria del Fiore, che ancora oggi riceve l’omaggio di visitatori provenienti da tutto il mondo. Rimane invece avvolto nel mistero il destino delle sepolture di altri grandi protagonisti della storia dell’arte fiorentina. Le fonti ricordano infatti che Arnolfo di Cambio e Giotto furono sepolti nella basilica, ma il luogo esatto della tomba di Giotto non è mai stato identificato, lasciando aperto uno degli enigmi più affascinanti della Firenze medievale.
Dove
Cripta di Santa Reparata, all’interno della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Piazza del Duomo, Firenze.
Orari di apertura
L’accesso alla Cripta avviene tramite la scalinata all’interno del Duomo, con ingresso dalla Porta del Campanile, sul lato sud della Cattedrale. Gli orari possono subire variazioni in occasione di celebrazioni religiose o eventi straordinari.
Biglietti
La visita è inclusa nei pass dell’Opera di Santa Maria del Fiore:
Per i possessori del Ghiberti Pass è obbligatoria la prenotazione di uno slot orario per l’ingresso a Santa Reparata; con gli altri pass l’accesso è consentito durante i tre giorni di validità del biglietto, senza prenotazione dedicata.
Informazioni e prenotazioni
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Consiglio di Elitism
Dedicate almeno 30-45 minuti alla visita della Cripta. È uno dei luoghi più affascinanti di Firenze, dove è possibile leggere oltre quindici secoli di storia della città, camminando tra mosaici paleocristiani, tombe medievali e le fondamenta dell’antica basilica su cui sarebbe poi sorto il Duomo di Santa Maria del Fiore.



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