
Non è una mostra accomodante, e forse è proprio questo il suo primo merito. Baselitz. Avanti! al Museo Novecento non cerca di rassicurare lo sguardo, ma di incrinarlo: lo costringe a rinunciare all’idea di ordine, di armonia, di lettura immediata. È un attraversamento dentro un linguaggio che da decenni rifiuta la compostezza come valore e sceglie invece l’attrito, la ferita, la disobbedienza. La mostra, allestita a Firenze dal 25 marzo al 13 settembre 2026, riunisce circa 170 opere distribuite su tre piani e mette in luce soprattutto una dimensione spesso percepita come laterale, ma in realtà decisiva, della pratica di Georg Baselitz: l’incisione.
Più che una retrospettiva in senso classico, Avanti! sembra costruita come una macchina di tensioni. Stampe, dipinti e sculture non compongono un semplice racconto cronologico, ma restituiscono la continuità di una ricerca rimasta radicale proprio perché incapace di pacificarsi. Baselitz, nato nel 1938 e cresciuto nel paesaggio mentale e materiale del dopoguerra tedesco, ha fatto della frattura un principio visivo: nelle sue opere il mondo non viene ricomposto, ma esposto nella sua instabilità.
Il punto non è soltanto il celebre capovolgimento dell’immagine, che pure resta uno dei gesti più riconoscibili della sua poetica. Il rovesciamento, qui, non appare come trovata formale, ma come presa di posizione: impedire la lettura automatica, sabotare la narrazione, costringere l’occhio a restare vigile. In questo senso Firenze è una sede particolarmente interessante. Dentro una città spesso letta attraverso l’idea di misura, proporzione e continuità storica, l’opera di Baselitz introduce una contro-retorica necessaria: quella dell’inquietudine, del peso, della materia che non vuole diventare decorazione.
Il focus sulla grafica rafforza questa lettura. L’incisione, nella sua opera, non è un territorio secondario ma uno spazio autonomo, dove il segno acquisisce una durezza quasi primaria. Qui l’immagine sembra nascere da una resistenza: non si offre, si strappa. È forse in questa zona della sua produzione che Baselitz si mostra con maggiore evidenza come artista del conflitto, più interessato all’energia del fare che all’eleganza del risultato. Anche per questo Avanti! non è una mostra da consumare velocemente: chiede tempo, e chiede soprattutto disponibilità a restare dentro qualcosa che non vuole piacere a tutti i costi.
Più che celebrare un maestro dell’arte contemporanea, il progetto fiorentino rimette al centro una domanda ancora aperta: cosa può essere oggi un’immagine, se smette di consolare? Baselitz risponde da sempre allo stesso modo: può essere una superficie instabile, una memoria deformata, un corpo che si sottrae. E proprio per questo, ancora vivo.
Baselitz. AVANTI!
Museo Novecento
Piazza Santa Maria Novella 10, Firenze
Date mostra: 25 marzo 2026 – 13 settembre 2026
Orari museo: lunedì–domenica 11:00–20:00, giovedì chiuso
Biglietti museo: intero €13, ridotto €9, gratuità per categorie previste
Info: info@musefirenze.it · +39 055 286132
Sito ufficiale / acquisto biglietti: Museo Novecento
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